mercoledì 10 ottobre 2007

Anche le formiche, nel loro piccolo... pregano


Un’ideale classifica degli aforismi religiosi vede certamente il regista Woody Allen ai vertici assoluti, sin da quando un suo personaggio rispose, a chi gli chiedeva «Ma chi credi di essere, Dio?», «Beh, a qualche modello dovrò pur ispirarmi». Ma anche gli italiani non sono di certo in secondo piano, come testimoniano Marcello Marchesi («Il sacerdozio è il padre dei novizi») o Guido Clericetti («Dottore, quelle macchie scure nella radiografia non saranno i miei peccati?»). Comporre qui un’antologia completa non è possibile, ma comunque non si può prescindere da battute come queste:

  • Dio prese del fango, ci sputò su, e nacque Adamo. E Adamo, asciugandosi il viso: «Cominciamo bene!». (Giobbe Covatta)
  • Ho cercato di vendere l’anima al diavolo: è scaduta da un pezzo, mi ha detto. (Altan)
  • Caso: pseudonimo di Dio quando non vuol firmare per esteso. (Anatole France)
  • Aveva la coscienza pulita. Mai usata. (Stanislaw Lec)
  • Generali e medici entrano in Paradiso attraverso la porta dei fornitori. (Tristan Bernard)
  • I santi sono individui che hanno fatto di tutto pur di finire sui calendari. (Enzo Costa)
  • Ama il prossimo. Non questo, il prossimo. (D’Artagnan)
  • Il dubbio più serio sull’autenticità dei miracoli evangelici è il fatto che la maggioranza dei loro testimoni erano pescatori. (Arthur Binstead)

a cura di sa.ga.

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